Venerdì 8 giugno alle ore 17.00 presso il Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti verrà assegnato il Premio Ugo Sanguineti, borsa di studio finalizzata a sostenere la formazione artistica, promuovendone l’eccellenza, a favore degli studenti iscritti all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova nell’Anno Accademico 2017/2018. In occasione della Premiazione sarà presentata al pubblico nelle sale del Museo dell’Accademia Ligustica l’esposizione Del dipingere e dell’incidere di Ugo Sanguineti a cura di Giulio Sommariva che resterà aperta al pubblico fino a sabato 7 luglio.

 

Il titolo della rassegna di opere grafiche che accompagna la premiazione della Borsa di studio Ugo Sanguineti, prende in prestito quello di un raffinato volumetto che, stampato in soli 300 esemplari, Vico Faggi dedicava nel 1989 all’amico pittore-incisore.

 

Non è facile classificare Ugo Sanguineti, non è facile inquadrarlo, incasellarlo, anche se è certo che un posto gli spetta, un posto preciso, nel panorama della giovane pittura di tendenza, come si suol dire, figurativa”.

 

Con queste parole si apriva il testo introduttivo, redatto in realtà molti anni prima di quella pubblicazione, nel 1974, quando l’artista, allora trentaquattrenne, rientrava a pieno titolo nella “giovane pittura” ricordata dal critico. Analizzando la sua produzione, Faggi ne metteva in luce la “singolarità del linguaggio, così alieno da prestiti e prelievi, così lontano dalle tentazioni sia astratte sia naturalistiche”. Certamente non mancano nella sua opera riferimenti al gotico, alla Mitteleuropea, allo Jugenstil, ai pittori visionari; tutte suggestioni superate, però, in una sua personalissima chiave interpretativa.

 

E in realtà il linguaggio di Sanguineti rievoca, tanto nei dipinti quanto nelle opere grafiche, un mondo certamente fantastico, tragico e grottesco e tuttavia percorso, come sottolineava ancora Faggi, da una “carica contestativa e corrodente nella quale motivazioni sotterranee si sposano all’impegno critico e morale”.

 

Immagini dai colori antinaturalistici, danno vita ad un mondo inquietante, popolato da figure “umano-vegetali”, personaggi parossisticamente deformati, simboli di un potere corrotto e corruttore, di un male che è fuori “ma anche dentro di noi, indagato con uno sguardo da implacabile moralista.

 

Da questa tensione morale, comune all’artista e al critico, trassero origine e linfa vitale l’amicizia ed il sodalizio artistico tra Ugo Sanguineti e Vico Faggi.

 

Oltre alle recensioni con le quali Vico Faggi ha spesso accompagnato l’attività espositiva di Sanguineti, dalla loro collaborazione nacquero anche opere: raccolte di poesie illustrate da linoleumgrafie dell’artista o cartelle di incisioni commentate dal poeta che saranno esposte in mostra.

 

Testi e immagini sono presentati in questa occasione quale duplice omaggio e per offrire spunti di riflessione – su contenuti e forme – ad allievi e visitatori del museo.