Per tutti gli studenti – deadline 3 Maggio 2026
Il festival mette in dialogo pratiche e visioni differenti: chi considera l’IA una naturale evoluzione degli strumenti creativi, capace di amplificare le possibilità dell’immaginazione e chi difende la manualità, il gesto, il pensiero autonomo come luoghi insostituibili di conoscenza, resistenza e spiritualità. È una riflessione fondamentale perché è in quel conflitto che si gioca il futuro dell’uomo. La perdita del fare e del pensare non è solo perdita di competenze. È perdita di esperienza, di interiorità, di trasformazione. Il rischio maggiore non è il dominio delle macchine, ma l’atrofia dello spirito creativo umano. Il futuro dell’arte, dell’artigianato e della nostra umanità dipende dalla capacità di non rinunciare al confronto diretto con la materia, con il gesto, con il pensiero vivo, anche nell’era dell’intelligenza artificiale.